"Ho aperto anch'io a Detroit - La dinastia delle brugole sulla via di Marchionne"

"Sognavo Hollywood, ma in Usa ci sono arrivato con l'azienda di famiglia. Mio nonno Egidio ha disegnato la vite perfetta".

Ci sono circa 800km tra New York e Detroit, e un lago di mezzo. Di qua il distillato stesso dell'America, di là il simbolo di un'industria pesante che fu, che ha preso sberle (il default dell'amministrazione locale è del 2013) e si è rimessa in piedi. Jody Brugola, presidente della Brugola (si anche quella di Aldo, Giovanni e Giacomo) ha conquistato la sua america partendo da New York e arrivando a Detroit. Sognando di fare l'attore e arrivando ad aprire (Luglio 2015) uno stabilimento in Michigan per invadere, da lì, il mercato americano.

Nipote e figlio d'arte, Jody incarna la famosa terza generazione, che spesso nelle aziende è sinonimo di fase delicata. Al momento i numeri sono dalla sua: non solo perchè porta uno dei pochissimi cognomi ad essere diventato anche il nome di un prodotto venduto in tutto il mondo (come la penna Bic, per dire). La OEB fattura 125 milioni (bilanci 2014, tutto export) dà lavoro a oltre 300 persone, sforna un miliardo e mezzo di viti all'anno, cresce del 4-5% dai tempi delle vacche magre post-Lehman. La specialità di casa sono le viti: sette pezzi cosiddetti critici, quelli più stressati che fissano i motori delle auto e devono resistere a tutto.

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Libero - le interviste - 10/01/2016